“BURN ON WITH SHIATSU" DI MIKE MANDL

 
shiatsu a bra cuneo torino
 

“Burn on with Shiatsu”

di Mike Mandl

Estratto dell’articolo tradotto dall’inglese pubblicato sulla rivista “Hara” - Febbraio 2018

 

Cos’è la sindrome da “burnout” e come lo Shiatsu può essere un sostegno nel cammino della guarigione?

“Burnout – bruciato”

Un esaurimento motivazionale a seguito di una situazione stressante prolungata nel tempo

 

Il “burnout” generalmente è definito come una sindrome da esaurimento emotivo, di spersonalizzazione e di demotivazione, che può manifestarsi in tutte quelle professioni con implicazioni relazionali molto accentuate (possiamo considerarlo come un tipo di stress lavorativo). Generalmente nasce da un deterioramento che influenza valori, dignità, spirito e volontà della persona colpita. È una malattia in costante e graduale aumento tra i lavoratori dei paesi occidentalizzati e a tecnologia avanzata.

 

 
stress lavorativo sindrome di burnout
 

 

Le dinamiche energetiche della sindrome di “burnout”

Per spiegare meglio l’aspetto di questa sindrome in relazione con lo Shiatsu, è stato usato il modello dei 12 passi ad arrivare al “burnout”, sviluppato dallo psicologo Herbert Freudenberger

Herbert Freudenberger (1927-1999) psicologo americano, è stato uno dei primi a descrivere i sintomi di esaurimento professionale e a condurre un ampio studio sulle sindromi da “burnout”. Nel 1974 ha pubblicato questi studi su un libro ("Burnout: The High Cost of High Achievement") che è diventato un punto di riferimento per tutti coloro che sono interessati a questo fenomeno.

Questi 12 passi aiutano a capire le radici e il percorso di questa sindrome. Valutando le caratteristiche di questi 12 fasi in relazione ai canali energetici corrispondenti, sono stati adattati e trasformati negli aspetti Yin e Yang.

Un ciclo con trattamenti di Shiatsu può servire come accompagnamento e ulteriore sostegno durante il percorso di una terapia.

Come tante forme psicosomatiche, il “burnout” è nutrito da certi comportamenti e valori. Il perfetto suolo per il “burnout” è il forte desiderio di raggiungere la perfezione. Come anche la mancanza di autostima che induce a “comprare” affetto con la prestazione. Il desiderio di crescere e avere successo è una cosa positiva ma nel momento che questo desiderio diventa una compulsione siamo entrati nella prima fase del “burnout”

 

 
La sindrome da “burnout” (2).jpg
 

 

1.     Compulsione di dimostrare le sue capacità

 Chi sono?

Cosa voglio?

Come posso realizzare in un modo efficace i miei obiettivi?

Le prime due domande formano la fondazione della nostra identità. Più insicuri siamo rispetto ai primi due aspetti, più vulnerabili saremo nel comportarci in un modo che NON rispecchia le nostre forze, abilità e desideri. Invece saremo sempre più focalizzati ad attirare l’attenzione di qualcuno. Una persona con un’identità insicura ha bisogno soprattutto di una cosa: approvazione.

Da un seme, quello che noi potremmo essere, cresce un albero che però non è radicato. In situazioni impegnative ed esigenti viene a mancare la fonte energetica per la fiducia in sé stessi, per l’auto-considerazione e per la forza di volontà. Di conseguenza, facciamo di tutto per costruire questi aspetti, aumentando le nostre attività. Vogliamo dimostrarci, perché ‘essere’ non è sufficiente – dobbiamo ‘fare’.

Il nostro desiderio naturale di svilupparsi cambia e diventa il bisogno di essere riconosciuti. “Volere” diventa “dovere”.

 

DI CONSEGUENZA:

 

2.     Sforzi aumentati

Le radici della nostra vulnerabilità per il “burnout” possono venire dal nostro sviluppo, dalla nostra storia.

Nell’infanzia c’è il bisogno di strutture, rituali, chiarezza mentale ed emozionale: tutto questo crea sicurezza e direzione nella vita, che poi sono valori importanti nella vita di adulto. Questo sostegno e direzione aiutano a sviluppare un senso di sicurezza.

La mancanza di questi valori, che creano una certa ‘protezione’ nella nostra infanzia e in conseguenza anche nella nostra vita di adulto, può portare a insicurezza.

Questo succede anche nella nostra vita adulta: ad esempio con la paura di perdere il lavoro o con l’ansia per quando dobbiamo affrontare delle sfide. Fintanto che non si raggiunge lo scopo di ottenere attenzione e sicurezza, gli aspetti mentali controllano sempre di più le nostre azioni, le nostre attività. Indifferentemente, che le nostre azioni siano congruenti con il nostro ‘essere’, i nostri desideri ed obbiettivi.

L’individuo continuerà ad aumentare ancora di più gli sforzi, mentre il rilassamento e la rigenerazione sono trascurate.

 

QUESTO PORTA A:

 

3.     Sottile negligenza dei bisogni personali

L’individuo dimostra una negligenza nei veri e propri bisogni.

Viene a mancare la focalizzazione su cosa veramente vuole nella vita.

L’impegno a perseguire un certo compito prende il sopravvento. I piccoli compiti e i piaceri quotidiani diventano noiosi. Le pause sono ritenute inutili. Il corpo viene trascurato. Il livello energetico cambia e comincia ad esaurirsi.

 

 
La sindrome da “burnout” (3).jpg
 

 

4.     Repressione di conflitti e bisogni individuali

I bisogni individuali vengono repressi.

Il continuo esaurimento dell’energia porta a un “vuoto” interno che determina il ripiegamento ed induce al comportamento segreto.

Nessuno deve sapere cosa sta succedendo internamente e come l’individuo veramente si sente. Spesso in questa fase la persona comincia a sviluppare dei meccanismi di compensazione, che portano a comportamenti di eccesso e di dipendenza: questo per compensare la sensazione di vuoto.

 

5.     Rivalutazione di priorità e valori

Per distinguere cosa è importante da cosa non lo è, abbiamo bisogno di chiarezza.

La persona perde chiarezza e consapevolezza verso i fatti della sua vita che definiscono chi veramente è. Perde contatto con valori e le motivazioni. Perde determinazione e perseveranza. Potrebbe succedere che si allontani dal lavoro sempre più spesso.

 

6.     Aumenta il rifiuto di problemi che sorgono

Perdendo il contatto con i nostri valori individuali, si perde anche il contatto con i nostri bisogni individuali.

Lo squilibrio energetico si mostra con una rigidità esterna, mentre internamente la persona fatica sempre di più. Possono aumentare sintomi fisici, mentre la felicità del cuore svanisce.

 

7.     Ritiro

Aumentano le sensazioni di disperazione e disorientamento.

La persona comincia a ritirarsi da sé stesso e dal mondo. La coesione energetica del sistema si disperde e le tendenze disfunzionali finora represse, si manifestano più facilmente. Aumentano le paure, sbalzi di umore, tensioni e mal di testa. È possibile avvertire pulsazioni nel cuore o anche una sensazione di chiusura o pressione nella zona del torace come anche una digestione disfunzionale.

 

8.     Visibili cambiamenti di comportamento

Aumenta il ritiro.

Lo sbilancio energetico si mostra con cambiamenti di comportamento.

 

9.     Spersonalizzazione e    10.  Vuoto interno

Si perde il senso per la personalità e quindi anche l’ultima possibilità di riconoscere i bisogni individuali.

Questo porta a un rifiuto totale rispetto al corpo ed alla affermazione della personalità. In questa fase spesso l’energia del rene esausto può portare a gravi fobie e anche ad attacchi di panico. L’individuo si sente inutile, consumato e devastato. Consumare l’energia in tutti livelli in questo modo, fa crescere la sensazione di vuoto interno. In seguito questo può portare a una ricerca di dipendenze compensative.

 

11.  Depressione e 12. Burnout completo

Tutto il sistema è polarizzato.

Qualsiasi motivazione ed iniziativa sono a livello zero. Prevale la voglia di dormire in continuazione: questo rispecchia l’esaurimento di tutte le sorgenti d’energia. Non esiste più un “io”, si dissolve lo scopo della vita. Sorgono pensieri di suicido. Spesso il sistema immunitario collassa.

 

 
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Ecco le 12 fasi suggerite da Freudenberger

Queste 12 fasi non sempre accadono in questo ordine ma riflettono vari passi che possono portare a un burnout che può essere più o meno grave.

Già il termine “burnout” – “bruciato”, crea un’immagine di vuoto completo, che nello Shiatsu porta a trattare la persona in tonificazione e a nutrire l’energia.

In casi estremi il Yin e Yang sono completamente separati e staccati.

Da una parte una mancanza completa di energia e dall’altra una tensione massiccia.

Un percorso di trattamenti di Shiatsu sono un accompagnamento di valore e sostegno durante la guarigione.

Non solo aiuta a trattare i vari disturbi mentali e fisici che accompagnano questa sindrome ma soprattutto aiuta la persona di ritrovare stabilità, sicurezza e autostima, passo per passo.